Informazioni sulla città

 

COMUNE DI CALVANICO

Estensione 1.482 ettari
popolazione 1.350 abitanti
Area classificata "totalmente montana" facente parte della "COMUNITÀ' MONTANA ZONA IRNO" con sede in loco.

Il crinale dei suoi monti da NORD-EST a NORD-OVEST segna il confine con la Provincia d'Avellino.
Confina con: FISCIANO - MONTORO SUPERIORE - SOLOFRA - SERINO - GIFFONI SEI CASALI - GIFFONI VALLE PIANA - CASTIGLIONE DEL GENOVESE.

Dista da Salerno 15 km., da Napoli 50 km, dal nodo autostradale dell'uscita di Fisciano 4 km.
Dista dal'università di Salerno (Fisciano) 3 km.
E' collegata con Castiglione dei Genovesi da una strada Provinciale che si snoda tra i 600 ed i 750 mt. dal livello marino, tra castagneti e boschi cedui.

Mezzi di trasporto:
servizio bus; A.T.A.C.S. con Salerno 12 corse giornaliere - servizio ferroviario; per Salerno - Avellino - Napoli dalle stazioni di Fisciano e Mercato San Severino distanti 7 km.

ORIGINI

Le tracce più recenti che testimoniano della presenza umana nell'area di Calvanico sono rappresentate da :

  • alcuni strumenti in selce del paleolitico,
    da qualche reperto grezzo di ceramica d'impasto della cultura appenninica del tipo d'alta quota
  • da qualche moneta dell'età Romana, da una punta di ferro di giavellotto usato per la caccia della stessa epoca
  • da un'abbondante raccolta di cocci di vasi di varie forme, di piccole dimensioni con numerosi parti di lucerne del III° e IV° secolo dopo Cristo.

In località Melito, in un'area chiamata, dalla gente del luogo, "Torello dei Morti" vi sono tracce di tumulazioni d'incerta origine (Italica?, Etrusca?, Romana?). I tratturi e le mulattiere che attraversano questa zona, segnano i percorsi delle acque, che sono stati sempre più frequentati dalle popolazioni che si trasferivano dall'area Nocerina - Pompeiana - Nolana, verso l'area picentina di Pontecagnano.
Lo scrittore Luigi Conforti in una pubblicazione dei primi anni del novecento ha ipotizzato che CALVANICO abbia potuto avere origini dall'antica CLUVIUM i cui abitanti, dopo la distruzione da parte di Annibale, si rifugiarono sulle gole del monte Taurino (Pizzo S. Michele) e vi fondarono il campo di CLUVIO - CLUVIANUM da cui CALVANICO. Comunque le tracce più certe di Calvanico si trovano consultando il CODEX CAVENSIS:

  1. DOCUMENTO DCXVII - dell'anno 1009;
    "Una pecia de terra cum castanetium in actum CALBANICU ubi posa bocatur rotense finibus"
  2. DOCUMENTO DCCCXLIII - dell'anno 1032;
    "Benetictu de CALBANICU ... in predicto locu CALBANICU"
  3. DOCUMENTO MCCLXVII - dell'anno 1058;
    "Disidus filius quondam petri de CALBANICU"

Nel medio evo il LOCUS Calbanicu fu via via: gastaldato Longobardo, dei Rota dei San Severino dei Caracciolo, degli Orsini. Poi fu casale del principato Citra. A seguito delle leggi di Gioacchino Murat del 1806 e 1810 fu frazione di Fisciano. E con il R.D. del 30\3\1829 fu comune autonomo.


IL PAESAGGIO

Il territorio comunale si estende tra i 400 mt. sul livello del mare e i 1.567 mt. di Pizzo San Michele ed i 1.608 mt. di cima Mai (entrambi nella catena dei Monti Picentini).
l' abitato si adagia sulle falde del Pizzo San Michele fino a 560 mt. ed è immerso in una coltre di verde che lo circonda a guisa di anfiteatro a partire dai picchi più alti fino alle colline degradanti, verso Fisciano da una parte, e verso Mercato San Severino da un altra .
Dalle quote più basse si incontrano prima i noccioleti, gli orti e i seminativi arborati, poi le vaste estensioni di castagneti i boschi cedui, i cerreti, infine le faggete d'alto fusto.
 La felice esposizione SUD-EST SUD-OVEST, a oriente domina la valle Picentina; a SUD e a ponente la valle del'Irno e dell'Agro Sarnese - Pompeiano, le coste tirreniche del Golfo di Napoli e di Salerno, al di qua e al di là dei monti Lattari; fino al Vesuvio. Da cima S. Michele si domina tutto l' avellinese.
Con cielo terzo è visibile l' isola d'Ischia da ogni terrazza o finestra esposta a SUD-OVEST.
La zona montana è servita da moderne strade che raggiungono i 1.000 metri di quota.
Le numerosi valli che solcano le falde dei monti a NORD dell' abitato sono ricche di acque sorgive di ruscelli perenni, di cascatelle e di vecchi mulini abbandonati che fino ai primi anni del 900 erano ancora attivi.

Praticando il trekking con brevi e lunghi percorsi si possono raggiungere siti caratteristici e fare picnic all'aperto.
Nella buona stagione, con la frescura, con la salubrità dell' aria, col verde e con la sua bellezza paesaggistica, Calvanico offre ai cittadini stressati delle città e delle zone afose della pianura, l' opportunità di un riposo rilassante, mentre i giovani possono praticare gli sports più vari nei campi di tennis, di pattinaggio, di calcio, di calcetto, di bocce, di hockey su prato.

La pace, il silenzio e la serenità che si gode in paese sono interrotte solo due volte durante la buona stagione: nella settimana del ferragosto quando si celebra la "Festa del Boscaiolo" e a fine ottobre quando si rinnova la "Sagra della Castagna". In queste occasioni da tutte le parti affluiscono a Calvanico folle numerosissime; per gustare i prodotti tipici locali e per partecipare ed assistere alle manifestazioni culturali, sportive e ricreative che si organizzano per l'occasione.

I siti più caratteristici da frequentare sono: La chiesetta ed i l rifugio di Pizzo S. Michele, l'area sportiva in località Scalelle, l' acqua della Tagliata, e l' acqua della nocella, il santuario e le grotte di S. Michele di mezzo, la chiesetta della Madonna del Vallone, l' acqua del gradone, il Buccolo, il rifugio Carpegna, i quadrilli (pitture rupestri che rappresentano l'Arcangelo), ecc. ecc. Verso la fine dell'estate c'è la possibilità di dedicarsi alla raccolta dei funghi che spuntano abbondanti nei castagneti e nei boschi, ( porcini, ovoli, gallinacci, chiodini, ecc. ecc.). Il sottobosco e le radure sono ricche di fragole, lamponi, more, origano profumato, ecc. ecc. e dappertutto con l'arrivo della primavera si possono godere tappeti di mammole, di primule, di papaveri, di lavanda, di rose selvatiche e raccogliere borragine, menta selvatica, rucola, finocchietto, tarassaco, cicoria selvatica.

La fauna stanziale abbonda di: cinghiali, volpi, lepri, martore, tassi, ghiri, poiane, merli, ghiandaie, fringuelli, pettirossi, cinciallegre, e qualche fagiano. In prossimità delle acque troviamo: rane, rospo imperiale, salamandra pezzata, qualche tritone oltre alle tipule alle libellule alle damigelle. Mentre sui fiori troviamo: variopinte farfalle di ogni tipo e dimensione, bombi, grilli, cavallette, coccinelle, lucciole, altre al cervo volante, allo scarabeo, ecc. ecc.

CENTRO STORICO

L' abitato di Calvanico, completamente recuperato, si articola in tre grossi aggregati urbani: Capo Calvanico, Mezzina e Piedi Calvanico; il Municipio e l'ufficio postale hanno sede a Mezzina. Nei tre rioni vi sono tipiche stradette, piazze e vicoletti con palazzi gentilizi, con fontane antiche, chiese, portali, stemmi in pietra calcarea e decorazioni in stucco: tutte opere di famosi artigiani locali, ( scalpellini, scultori, stuccatori, e muratori ).

Negli ultimi decenni, tra gli spazi verdi dei tre rioni, si sono costruite decine di villette, abitate da professionisti e imprenditori salernitani i quali trovano comodo svolgere la propria attività in città e rientrare a sera nel fresco e nella salubrità di Calvanico.

La vicinanza al mare consente a molti villeggianti di frequentare le spiagge del litorale Salernitano e fare escursioni verso Paestum ( 35 km ) e verso le costiere Amalfitana ( 20 km ) e Cilentana.

ECONOMIA

L' economia locale è prevalentemente rappresentata dai prodotti tipici delle castagne ( marroni ) e delle nocciole ( tonda di Giffoni ) oltre che dall' olio, in non abbondante quantità, ma di ottima qualità.
L' industria boschiva che prima produceva: carbone, carbonella, pali, doghe per botti, scorza per la concia e fascine per fornaci da calce, oltre che per i forni per la panificazione, oggi fornisce solo legna da ardere per i focolari che caratterizzano le abitazioni di Calvanico.


Le attività commerciali sono:
- 5 esercizi alimentari
- 2 macellerie
- 1 panetteria
- 2 ristoranti-pizzerie
- 1 parrucchiere
- 1 barbiere
- 2 fabbri
- 2 falegnami
- 2 allevamenti di pecore
- 1 profumeria
- 1 cartoleria

istruzione:
- 1 scuola elementare
- 1 scuola media
- istituto S. Vincenzo Ferreri con asilo infantile e collegio per minori

cultura:
- 2 circoli sociali
- 3 associazioni culturali
- la biblioteca comunale e il centro studi
- teatro dei burattini "Ferraioli"

attrezzature sportive-ricreative:
- campo di calcio
- campo di hokei su prato
- campo di pattinaggio
- campo di tennis
- campi di bocce
- campo di calcetto
- campo di palla a mano

turismo:
- La PRO-LOCO cura e promuove lo sviluppo turistico del comune, organizza la sagra della castagna, concorsi di poesia e narrativa, mostre ed esposizioni di pitture, concerti e gare sportive. Ha sede nei locali di Piazza Raffaele Conforti nel piano terra della scuola materna



MONUMENTI E TRADIZIONI

IL monumento più caro ai Calvanicesi è la chiesa madre dedicata al S.S. SALVATORE: in stile neo rinascimentale del 700, ma di cui si hanno notizie certe fin dal 1300.
All' interno vi sono ancora stucchi pregevolissimi delle scuole artigiane di Calvanico, oltre a tele del Solimena, del Mozzillo e ad una pala di Giovanni Bernardo Lama del XVI secolo. All' ingresso della navata di destra c' è il deposito marmoreo di Carlo De Alessio del 1605; in prossimità dei vari altari vi sono lapide di sepolture di personaggi vari.
La chiesa fu gravemente danneggiata dal terremoto del 1980 e successivamente depredata di molte opere, da piratesche irruzioni notturne dei ladri d' arte. Attualmente la struttura muraria è stata consolidata e si è in attesa del' ulteriore finanziamento per il restauro finale.
Accanto alla chiesa del S.S. Salvatore ci sono i resti della congrega del S. Rosario che pure merita di essere recuperata per il suo valore storico ed artistico.
Il protettore di Calvanico è S. MICHELE ARCANGELO da cui prende nome il monte S. Michele (già sacro ai Bizantini ed ai Longobardi), sulla cuiSantuario di S. Michele cima a 1567 mt. si trova una chiesetta di epoca molto remota. Negli anni cinquanta vi fu affiancato un tempio più grande, inaugurato l' 8 maggio sul cui altare c' è ora la statua in marmo di S. Michele risalente al 1614. A quota inferiore a 1300 mt. circa c' è una stele in pietrame calcareo, con l' epitaffio in marmo del 1616, che invita i fedeli in pellegrinaggio, a non portare in vetta "li cibi pascali" ( uova, salami, carni in genere ) per il rispetto del luogo santo.
Nel corpo di fabbrica del santuario c'è un rifugio con focolare e depositi, sempre aperto ai fedeli.

Il sette di maggio di ogni anno la statua d'argento del santo patrono viene portata da Calvanico fin sulla vetta, in processione, per le celebrazioni liturgiche, in presenza di pellegrini che vi giungono anche dai comuni limitrofi del santuario e dell' avellinese ( Solofra, Montoro Inferiore, Montoro Superiore, Fisciano, Mercato S. Severino, Baronissi ecc. ). Il giorno dopo ( 8 maggio ) viene riportata in paese la statua del santo, seguita da tutta la popolazione e nella chiesa madre del S.S. Salvatore si celebrano solenni riti sacri.
Una caratteristica interessante di questa manifestazione è rappresentata dal coro delle Verginelle, che precede la statua e che intona un canto di ringraziamento per conto di persone che hanno invocato o ricevuto una grazia dal santo durante l' anno.
L' inno bellissimo e suggestivo è eseguito da voci bianche di ragazze minorenni che, con degli assoli, suscitano una profonda commozione.



PERSONAGGI

Il nome di Calvanico nel 700 è legato alla figura dell' Abate Francesco Conforti teologo di corte, regio, censore, avvocato della corona, professore di storia presso l' università di Napoli, ministro degli interni nel governo provvisorio della repubblica partenopea, martire degli ideali di libertà. Fu condannato a morte dai Borboni, dopo la restaurazione e giustiziato il 7 dicembre 1799.
Altro figlio illustre di Calvanico è stato Raffaele Conforti, figura di primo piano del risorgimento e dell' unità d' Italia; dopo l' arrivo di Garibaldi organizzò il plebiscito a Napoli; fu guarda sigilli con i governi Rattazzi e Cairoli e vice presidente del senato morì a Caserta il 3 agosto del 1880.